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Scritto da Administrator   
Sabato 23 Maggio 2009 18:00

La sera del 27 febbraio u.s., il consiglio della Comunità Montana, ha approvato il nuovo statuto dell 'ente. Lo statuto è stato approvato con 16 voti favorevoli ed un'astensione (la mia) su 17 consiglieri presenti su 30 componenti dell'assemblea. L'approvazione, essendo necessari 16 voti, è stata in forse fino all'ultimo minuto, e solo grazie all'arrivo di Marino Sichi, in precedenza annunciato assente per malattia e richiamato d'urgenza, è stato possibile procedere alla votazione.

 

Numerose le assenze in tutti i gruppi consiliari, in prevalenza nel centro sinistra, assenti al completo le delegazioni dei comuni di Montale e Pescia.

 

Le modifiche allo statuto erano obbligatorie per le disposizione della nuova legge regionale n. 37/2008 che ha ridisegnato il numero ed il ruolo delle comunità montane toscane.

 

La Giunta comunitaria (che come è noto è ora composta da tutti i sindaci), con la presenza di 5 sindaci su 8 aveva approvato la proposta di statuto da presentare all'assemblea nel rispetto dell'iter previsto dalla legge che attribuisce ai sindaci la proposta di statuto.

 

La proposta di nuovo statuto era sostanzialmente nello spirito della nuova legge per quanto riguarda ruolo dell'ente, degli organi e tutte le altre caratteristiche dello statuto. Sinteticamente la legge permetteva all'ente due tipi di scelta sulla giunta esecutiva. Giunta di massimo 3 membri affiancata dalla Conferenza dei sindaci, o Giunta dei Sindaci ovviamente senza la Conferenza.

 

La proposta all'attenzione dell'assemblea prevedeva la Giunta dei Sindaci, motivata dal fatto di dare una forte immagine all'ente e per rafforzare il ruolo della Comunità Montana nell'esercizio di servizi comunali.

 

Il mio dissenso coerente con la posizione del comune di Piteglio è avvenuto su questi punti.

 

La Giunta di 2 o 3 membri sembrava la scelta più coerente e snella per dare efficienza ed operatività all'ente, senza impegnare i sindaci dei piccoli comuni nelle attività di gestione quotidiana della comunità montana, che prevedono già ora la gestione di importanti deleghe regionali come agricoltura e forestazione. E' infatti nota a tutti la difficoltà dei sindaci a trovare i tempi necessari per seguire tutti i problemi dei comuni.

 

La Conferenza dei Sindaci avrebbe invece garantito un raccordo periodico con i sindaci per indirizzare l'attività dell'ente nelle principali materie e specialmente in quelle che i comuni vorranno delegare alla comunità montana. Questo senza distaccare in modo consistente i sindaci dai loro territori.

 

Ma al di là della giunta, il dissenso è più forte sul fatto che la proposta non è stata accompagnata da una approfondita analisi del territorio della Comunità Montana in relazione alle competenze e funzioni che la nuova comunità dovrà svolgere. Non mi convince ad oggi il ruolo di futura unione di comuni genericamente presentato. O almeno fino ad oggi non siamo entrati nell'analisi concreta delle dinamiche in essere sui nostri territori.

 

A mio modo di vedere quando si parla di servizi sovra comunali occorre operare una distinzione in almeno due tipologie di servizi:

 

1) i servizi diretti alla persona o gruppi di persone (socio-sanitari, scolastici, associazioni, ecc) che devono essere fortemente legati ai territori.

 

2) servizi funzionali all'efficienza degli enti. Esempio: la gestione del personale (stipendi-concorsi-gestione contratti di lavoro), ufficio gare e contratti e così per altri servizi di questo tipo.

 

Per individuare queste tipologie di servizi che possono essere centralizzati occorre però aprire una analisi che ancora non c'è stata.

 

La nostra comunità montana è ad oggi fisicamente divisa in tre aree tra loro non confinanti. La prima sono i territori montani di Abetone, Cutigliano, Piteglio, Marliana, Pescia e San Marcello Pistoiese. Le altre due sono il comune di Sambuca Pistoiese e il territorio montano di Montale, che sono separati dall'altra area e fra loro, dal territorio del comune di Pistoia che non fa parte della comunità montana.

 

 

All'interno di queste aree poi storicamente, socialmente ed economicamente sono in atto dinamiche diversificate.

Gli unici comuni che hanno in forti interdipendenze per vicende storiche, economiche e sociali sono Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello Pistoiese. Questi comuni hanno gli stessi servizi socio-sanitari (ospedale, distretto sanitario, ecc), servizi scolastici (istituto comprensivo con le sue articolazioni di scuole di vari ordine sul territorio). In questo territorio sono forti anche i rapporti fra le imprese di vario tipo esistenti. Ad esempio il comune di San Marcello è il polo territoriale delle attività manifatturiere e nelle imprese turistiche e commerciali di Abetone e Cutigliano sono impiegati lavoratori di Piteglio e San Marcello. Ma i cittadini stessi trovano altri servizi ed attività offerte da sistema bancario, professionisti privati ed aziende commerciali ed artigianali in un bacino di utenza che corrisponde ai quattro comuni.

 

Sambuca, invece ha forti rapporti con la realtà emiliana di Ponte alla Venturina e Porretta per una parte importante del suo territorio, per l'altra con il Comune di Pistoia.

Marliana guarda in due direzioni, una parte del territorio verso Pistoia e l'altra verso la Val di Nievole e Montecatini.

I rapporti di questi comuni con l'Altopistoiese sono quasi inesistenti, non come rapporti fra enti, sindaci, ecc, ma come rapporti fra cittadini, imprese e società civile.

 

E' possibile pensare ad esempio che San Marcello diventi punto di riferimento per i servizi socio-assistenziali di Sambuca e Marliana ? Si può fare tutto, basta pagare. Ma non credo che in questa fase ci possiamo permettere di aprire nuove succursali di servizi a carico dei bilanci degli enti.

 

Se non teniamo conto di questo, che i nostri cittadini quotidianamente e normalmente vivono, rischiamo di inventare delle cose che vanno contro l'evidenza ed il comune sentire della gente.

 

I servizi del secondo tipo, quelli rivolti agli enti, possono invece essere posti ovunque. Le buste paga dei dipendenti si possono fare in Comunità Montana o in un comune per tutti gli altri.

I servizi alla persona no. Essi devono avere un bacino di utenza unitario, altrimenti risulteranno notevoli diseconomie e costi dei servizi a carico dei bilanci degli enti e quindi dei cittadini.

 

Parlare di unione di comuni ha senso se si vede sullo sfondo, anche lontana nel tempo, una possibile

fusione dei comuni in un unico comune. Ma con i dati di fatto del nostro territorio questo non è possibile, almeno a livello della intera comunità montana.

 

Chiedevo quindi una discussione preliminare che valutasse queste problematiche. Non costruire una struttura basata su un'ipotesi che ancora è tutta da dimostrare.

 

La realtà dei processi dei servizi comunali in atto è poi del tutto diversa da questa struttura ideale e teorica che si vuole costruire.

 

Parliamo di due servizi ai cittadini, ma anche al territorio inteso come ambiente, fondamentali:

la raccolta e smaltimento dei rifiuti ed il servizio idrico integrato.

 

Raccolta dei rifiuti.

Tutti i comuni della CM aderiscono, escluso Montale, al Consorzio Servizi Ambientali (COSEA), con sede in Emilia, insieme con altri comuni emiliani. Le Regioni Toscana ed Emilia Romagna hanno prodotto delle leggi specifiche per consentire la continuità di questo servizio. Marliana, Sambuca, Pescia svolgono svolgono il servizio direttamente con COSEA. Abetone e Piteglio hanno una convenzione fra loro e COSEA per il servizio. San Marcello Pistoiese e Cutigliano svolgono direttamente il servizio. E' possibile che il camion che svolge il servizio per Abetone e Piteglio attraversi i territori dei comuni di Cutigliano e San Marcello senza raccogliere, oppure che quel camion che ha un notevole costo sia utilizzato 2,3,4 al massimo giorni alla settimana. Queste sono cose che vanno risolte. I costi dei servizi si riducono in questo modo. Questi sono i segnali forti è chiari che dobbiamo dare ai cittadini.

 

Servizio idrico integrato.

Le leggi obbligano a svolgerlo attraverso l'Ambito Territoriale Ottimale (ATO) Toscana 1, indicato dalla legge, ed attraverso un unico gestore. Giusta o non giusta la legge è questa fino a quando non viene modificata. I comuni di Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello Pistoiese fanno parte di quell'ambito. La situazione è questa Abetone continua a gestire il servizio in proprio, perchè la legge consente questo per i comuni sotto 1000 abitanti, Piteglio fruisce del servizio tramite la società GAIA spa, pubblica al 100%, e fa parte come socio della stessa società. Cutigliano e San Marcello Pistoiese fruiscono del servizio da parte della società GAIA e non sono soci della società. 4 comuni, 3 posizioni diverse.

Domanda. Come è possibile che il territorio della montagna pistoiese sia rappresentato nell'ATO con tre diverse posizioni ? Come si fanno gli interessi delle nostre popolazioni in questo modo?

 

Questa è l'estrema sintesi di due situazioni, che richiederebbero per ciascuna pagine e pagine di argomentazioni.

Queste affermazioni sintetiche possono essere condivise o meno, ma devono avere delle risposte chiare prima di fare affermazioni sulla comunità montana come unione di comuni.

 

O siamo uniti sulle grandi questioni che influiscono sulla vita dei cittadini e degli enti stessi altrimenti tutto il resto sono solo buone teorie che non avranno esiti pratici.

 

Questo è quello che ho cercato, con poco successo, di spiegare in assemblea.

Ultimo aggiornamento Sabato 23 Maggio 2009 18:07
 
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